sabato 8 novembre 2008

Tritone crestato italiano








Nome scientifico: Triturus carnifex














Classificazione:





Ordine: Caudata

Famiglia: Salamandridae

Genere: Triturus

Specie: carnifex















Distribuzione:





Il tritone crestato italiano è diffuso sia nell'Italia continentale che in quella peninsulare. Al di fuori dell'Italia è presente nel Canton Ticino, in certe zone dell'Austria, in una piccola porzione dell'Ungheria e della Repubblica Ceca, nonché in Slovenia e Croazia.
Fino a poco tempo fa le popolazioni della penisola balcanica (distribuite in Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Macedonia e Grecia) erano considerate come sottospecie di Triturus carnifex. Maggiori studi sulla genetica e la morfologia di queste popolazioni ne hanno permesso l'elevazione a rango di specie: Triturus macedonicus.
In seguito ad introduzioni antropiche, popolazioni di Triturus carnifex sono oggi note in Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda e sull'isola São Miguel (Azzorre).











Identificazione:





Adulto: tritone di grosse dimensioni: il maschio non supera solitamente i 15 cm, mentre la lunghezza totale della femmina può oltrepassare i 20 cm. Il colore del dorso varia dal bruno al grigio con punteggiature scure rotondeggianti. Il ventre ha invece una colorazione variabile dal giallo, all'arancione fino al rossastro, con maculatura irregolare nera o grigio scura, variabile da individuo a individuo. Nonostante in recenti pubblicazioni si sostenga che la gola ha sempre una colorazione scura con fine punteggiatura bianca, posso asserire che una buona parte degli individui che ho osservato presentava la gola con tonalità aranciate, del tutto simili alla regione ventrale. Il dimorfismo sessuale si accentua nel periodo riproduttivo, quando il maschio sviluppa una cresta dorsale a margine dentellato, alta oltre 1 cm. Essa inizia solitamente all'altezza degli occhi e si estende poi fino all'altezza della cloaca, dove si interrompe bruscamente. Una cresta, seppur meno accentuata, è presente lungo il margine superiore della coda, che inoltre si orna ai lati di una fascia biancastra dai riflessi madreperlacei. La cloaca del maschio è di forma emisferica e assai rilevata. Le femmine e i giovani esemplari hanno una stria longitudinale gialla (essa scompare nei maschi dopo la “prima cresta”). Durante la fase terrestre la pelle del tritone crestato si inspessisce, divenendo granulosa e assumendo tonalità nerastre.


Neotenico: la neotenia, ovvero il raggiungimento della maturità sessuale nonostante non sia avvenuta la metamorfosi, è un fenomeno abbastanza raro nel tritone crestato. Gli individui neotenici sono dotati di ciuffi branchiali ai lati del capo, hanno dimensioni analoghe agli adulti metamorfosati ma una colorazione più sbiadita: le regioni ventrali presentano una colorazione giallo-aranciata non uniforme, ma generalmente suddivisa in più macchie; la punteggiatura scura è praticamente assente. Le regioni dorsali hanno tonalità grigio-giallastre ma talvolta compaiono esemplari con colorazioni rossastre o grigio brillante. La cresta dorsale e caudale, tipica dello stadio larvale, si riduce ma non scompare. La distinzione fra i due sessi è difficile, in quanto i caratteri sessuali secondari non sono molto evidenti: la cresta dorsale ha margine continuo ed è poco rilevata, la fascia bianca sulla coda è leggermente accennata.


Neometamorfosato: le dimensioni al momento della metamorfosi variano in relazione a vari fattori legati principalmente alle caratteristiche del sito riproduttivo (essiccamento della pozza, casi di larve svernanti, ecc.), solitamente variano intorno ai 6- 9 cm. La colorazione, sia dorsale che ventrale, è simile a quella dell'adulto ed è evidente la stria longitudinale gialla.


Larva: al momento della schiusa è lunga 9-10 mm. A completo sviluppo essa si presenta con parti superiori grigiastre, cresta dorsale che percorre interamente il dorso e si continua con la cresta caudale senza interruzioni. La larva del tritone crestato è caratterizzata da arti lunghi ed esili con dita sottili. Man mano che si procede con lo sviluppo i colori si intensificano, il dorso assume toni scuri e il ventre si tinge di giallo. Dal momento della schiusa fino alla metamorfosi, ai lati del capo sono presenti dei vistosi ciuffi branchiali, in numero di 3 per lato.




Larva di tritone crestato italiano





Uovo: diametro di 1,5-2 mm, protetto da un involucro trasparente gelatinoso.









Habitat:




diffuso da 0 a 1800m s.l.m., il tritone crestato italiano dimostra una grande plasticità di adattamento, caratteristica che gli ha permesso di colonizzare i più svariati ambienti. In fase acquatica predilige raccolte d’acqua stagnante o debolmente correnti. Trascorre la fase terrestre nascosto sotto tronchi e pietre o, in ambiente antropico, sotto lamiere, dentro pozzetti di scolo e in cantine. In questa fase è attivo solo nelle ore notturne o in giornate piovose.














Biologia:





La dieta di Triturus carnifex è tipicamente opportunista. Essa è costituita da vari invertebrati terrestri (molluschi gasteropodi, anellidi, insetti, ecc.) e acquatici (irudinei, crostacei cladodi, larve di odonati, efemerotteri, chironomidi ), nonché di uova e larve di altri anfibi (non sono rari casi di cannibalismo). Le larve si nutrono di piccoli invertebrati acquatici. I principali predatori sono i serpenti del genere Natrix, testuggini palustri, uccelli palustri e pesci predatori (es. black bass).






Maschio di tritone crestato italiano intento a mangiare un lombrico (http://www.parcodelpocn.it/)






R

iproduzione:


la stagione riproduttiva ha generalmente inizio in gennaio-febbraio e si protrae fino a maggio-giugno a seconda della quota. Una volta in acqua, il maschio del tritone crestato provvede a marcare un proprio territorio con particolari secrezioni cloacali. Il corteggiamento ha luogo quando una femmina recettiva entra nel territorio del maschio. La prima fase, definita come “fase di orientamento” (orientation display), vede il maschio impegnato ad inseguire ed a sbarrare la strada alla femmina: esso le si pone di fronte e sventola la coda ripiegandola sul fianco (fanning display), indirizzando così verso la femmina un flusso di feromoni. Per fare ciò il maschio assume una strana postura, inarcando il dorso e sollevando le zampe posteriori, definita cat buckle. Con questo movimento vengono inoltre messi in risalto i caratteri sessuali secondari. Se la femmina si dimostra interessata inizia a cercare un contatto con il maschio, toccandolo col muso. A questo punto il maschio si allontana mantenendo la coda sollevata e muovendone l'apice, la femmina lo segue come attratta da questo movimento della coda (ad attrarla è in particolare la scia di feromoni emessa dalla cloaca del maschio); quindi depone la spermatofora, che la femmina raccoglie con le labbra cloacali (sperm transfer) passandovi sopra.



Fanning display (cat buckle)






Corteggiamento del tritone crestato (http://it.youtube.com/watch?v=GK5A30r0fuI&feature=related)






Dopo un certo periodo, la femmina depone 200-300 uova attaccandole singolarmente a vari substrati sommersi, preferendo occultarle nelle foglie della vegetazione acquatica. Le larve metamorfosano nella maggior parte dei casi in 2-4 mesi. La maturità sessuale può essere raggiunta entro l'anno di età (in condizioni di particolare abbondanza di risorse trofiche) ma solitamente al 2°-3° anno di età.







Femmina in deposizione



Etologia: Se disturbato, il tritone crestato assume una particolare postura, arrotolando la coda a spirale e piegando la testa su un fianco. Questo comportamento, oltre a disorientare il predatore, svolge un ruolo di tipo aposematico, in quanto fa sì che venga messa in evidenza la vivace colorazione del ventre. Viene anche prodotta una secrezione biancastra dall'odore pungente.






Conservazione:


Rispetto al passato, il tritone crestato sembra in costante rarefazione un po' in tutto il suo areale. Cause principali di minaccia sono la progressiva distruzione e alterazione dei corpi idrici utilizzati per la riproduzione (in particolare nelle aree periurbane e industrializzate), l'immissione di pesci e il prelievo idrico dai piccoli corpi d'acqua. Attualmente un grande fattore di minaccia è però l’incontrollata espansione del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii). Il ripristino e la creazione ex-novo di ambienti idonei al ciclo vitale della specie sembrano le soluzioni più efficace per la sua conservazione.
Triturus carnifex è inserito nell'Allegato II della Convenzione di Berna, negli Allegati B e D della Direttiva Habitat e in svariate leggi regionali.








Testo ©Giacomo Bruni
Foto adulti ©Riccardo Banchi (http://www.infol.it/microcosmo/index.htm)
Foto larva ©Paolo Mazzei (http://www.herp.it/)





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1 commento:

Marina castellano ha detto...

Aiuto non riesco a classificare i mie anfibi...sono tipo tritonicrestati italiani ma hanno il ventre e il sacco sotto la bocca beige puntinata a pua neri, sopra sonomarrani con pua neri , ma di recente la notte diventano tutti beige a macchienere....non hanno ancora fatto la cresta perché dopo pasqua hanno fatto un anno......
Aspetto una risposta. Grazie.